giovedì 28 aprile 2011

La mia allegrezza è la malinconia.

Michelangelo Buonarroti
 
La verità non è ciò che si direbbe
una buona, gentile e fine fanciulla.

  Oscar Wilde
 (Foto: Guernica, Pablo Picasso)
 

domenica 6 marzo 2011


 I giorni del bambino eludono il tempo dell'adulto,
il loro tempo è ingoiato dalla soggettività,
dalla passione, dai sogni inseguiti dalla realtà.
All'esterno, gli educatori vigilano,
aspettando, orologio alla mano,
fino a quando il bambino aderisca e si adatti
al ciclo delle ore.

Raoul Vaneigem

Tutto quello che è interessante accade nell'ombra, davvero.
Non si sa nulla della vera storia degli uomini.

Louis-Ferdinand Céline, Viaggio al termine della notte
(Foto: La lunga ombra, Johann Heinrich Wilhelm Tischbein)

Non racconto barzellette, semplicemente osservo il Governo
e poi riporto i fatti.

Will Rogers

venerdì 4 marzo 2011

Rivolgiamo il nostro ringraziamento alla terra
che ci dona la nostra casa.
Rivolgiamo il nostro ringraziamento ai fiumi e ai laghi
che ci donano le loro acque.
Rivolgiamo il nostro ringraziamento agli alberi
che ci donano frutti e noci.
Rivolgiamo il nostro ringraziamento al sole
che ci dona calore e luce.
Tutti gli esseri sulla terra: gli alberi, gli animali,
il vento e i fiumi si donano l' un l' altro
così tutto è in equilibrio.
Rivolgiamo la nostra promessa di iniziare
a imparare come stare in armonia con tutta la terra.

Dolores La Chappelle, Earth Prayers
(Foto: Venere di Willendorf)

Gli animali ci hanno sempre affascinati e impressionati, 
hanno com-mosso la nostra mente 
a partire dalle sue prime fasi evolutive. 
Anche se altre manifestazioni naturali ci hanno grandemente impressionati, le foreste tenebrose, le tempeste violente 
e i fiumi gonfiati dalle acque in piena, 
gli animali ci hanno colpiti in un modo 
che era precluso al resto della natura. 
Essi, come noi, si muovono liberamente 
e chiaramente assomigliano a noi più degli alberi, 
dei fiumi e di altri aspetti della natura.
 In quanto parzialmente simili a noi 
e allo stesso tempo parzialmente diversi, 
gli animali ci hanno indotto a fare dei paragoni, 
a sviluppare delle categorie e a trarre delle conclusioni. 
Ci hanno indotti a pensare, hanno sviluppato e plasmato 
la nostra intelligenza. In altri termini, erano la causa 
di considerazioni più profonde sul mondo, 
di pensieri del tipo "Chi sono loro?" e "Chi siamo noi?
e degli altri perché dell'esistenza. 
Erano indubbiamente cibo per pensare; 
offrivano alla nostra mente un costante e stimolante
 banchetto di meraviglie ed enigmi.
La domesticazione animale 
ha rappresentato la bancarotta spirituale, 
se non la miseria assoluta, per la cultura occidentale.

Un mondo sbagliato, Jim Mason
(Foto: Pittura rupestre. Altamira, Spagna)

mercoledì 2 marzo 2011

La funzione principale di una città è di trasformare 
il potere in strutture, l'energia in cultura, 
elementi morti in simboli viventi di arte, 
e la riproduzione biologica in creatività sociale.

Lewis Mumford

martedì 1 marzo 2011

Vendimi 20 ettari del prato vicino al lago e tienilo recintato in modo che non vi possa penetrare il bestiame. Voglio che resti incalpestato per la salvezza delle felci e dei fiori e, anche se non potrò rivederlo mai più, la bellezza dei suoi gigli e delle sue orchidee sarà tanto presente alla mia mente che ne gioirò soltanto immaginandomeli.

John Muir in una lettera al fratello

sabato 26 febbraio 2011

In occidente non esiste la cultura del perdente,
solo l'esaltazione del vincitore.  
Ma è nella sconfitta che si manifesta 
la gloria dell'uomo.

Leonard Cohen
(Foto: Galata morente, III sec. a.C.)

martedì 22 febbraio 2011

I bianchi credevano che, indipendentemente dal contegno tenuto, 
sotto ogni pelle nera ci fosse sempre la giungla.  
Rapide non navigabili, 
babbuini urlanti che si dondolano sui rami degli alberi, 
serpenti addormentati e fauci rosse 
pronte a nutrirsi del loro dolce sangue bianco. 
Ma questa non era la giungla portata dai neri 
nelle case dei bianchi da luoghi altri. 
Era la giungla del popolo bianco piantato dentro di loro. 
E cresceva. Si estendeva. 
Si estese dentro, attraverso e anche dopo la vita, 
finché non invase i bianchi che l'avevano creata. 
Li rese sanguinari, stupidi, 
peggiori di quanto essi stessi non volessero, 
completamente terrorizzati dalla giungla a cui avevano dato vita. 
Il babbuino urlante viveva proprio sotto la loro pelle bianca, 
le fauci rosse erano proprio le loro.

Toni Morrison, Amatissima
 

sabato 19 febbraio 2011

Io penso che una foglia d'erba non sia affatto da meno
della quotidiana fatica delle stelle,
E la formica è altrettanto perfetta, al pari di un granello di sabbia o dell'uovo di uno scricciolo,
E la piccola rana è un'opera d'arte simile alle più famose,
E il rovo rampicante potrebbe ornare gli spazi eterei,
E la giuntura più piccola della mia mano
la più perfetta macchina può deridere,
E la mucca che rumina a capo chino
supera qualsiasi monumento,
E un topo è un miracolo tanto grande
da convincere sestilioni di scettici.

Walt Whitman, Leaves of Grass

mercoledì 16 febbraio 2011

Luoghi isolati, altezze vertiginose
gelidi paesaggi e sentieri gibbosi
Là dove, quanto più lo sguardo si trova prigioniero,
più trova spazio e trova libertà.

Peletier
(Foto: Viandante sul Mare di Nebbia, Caspar David Friedrich)
 
...Chi?
Chi mai dunque mi ha fatto tanto male?
Le donne e l'amore?
Gli uomini e l' amicizia?
La società e la sua legge?
L' umanità e la sua fede?
Forse tutti!
Forse nessuno!
Non so...
Mi sento tanto male...
Tanto! Tanto! Tanto!
Qui... nell'anima!

Il mio demonio dorme.
Il mio cervello è attraversato
da un Ricordo.
Ricordo d'un sogno.
Sogno di giovinezza:
Uomini forti e felici,
abbracciati, intrecciati
a nudi corpi di donne
belle, gioiose e felici,
festeggiate e glorificate
da bambini innocenti e felici.
Poi:
Fiori e sole.
Musiche e danze.
Stelle e poesie.
Canzoni e amore.

Renzo Novatore (Abele Ricieri Ferrari)
Ballata Crepuscolare
  

martedì 15 febbraio 2011

Tu sei qui non per intendere,
ma per comprendere nel silenzio e nell'oscurità.                  Rinunciando momentaneamente
ai sensi della vista e dell'udito,
capirai che i misteri più alti
si vedono senza occhi e si ascoltano senza orecchie.
Sei sordo, non senti quando ti chiamano.
Sei cieco di fronte ai messaggi che la natura ti manda attraverso la luce, le forme e i colori,
perché hai dimenticato il linguaggio della Terra.
Tu non hai voluto né vedere né ascoltare,
perché vivi nella città, dove si agitano moltitudini di uomini che pensano e non comprendono,
dove la ragione ha ucciso l'intuito.
Se ti succede qualcosa nella vita, deve esserci un motivo
e la risposta più rapida non la ottieni dai ragionamenti,
ma dal cuore. Ma se il cuore è chiuso non lo puoi ascoltare.

Hernàn Huarache Mamani
Negli occhi dello sciamano. Sul sentiero sacro degli Inca
 

sabato 12 febbraio 2011

Per voi che pure volete bene al piccolo principe, come per me, tutto cambia nell'universo se in qualche luogo, non si sa dove, una pecora che non conosciamo ha, sì o no, mangiato una rosa. Guardate il cielo e domandatevi: la pecora ha mangiato 
o non ha mangiato il fiore? E vedrete che tutto cambia...
Ma i grandi non capiranno mai 
che questo abbia tanta importanza.

Antoine De Saint-Exupéry, IL PICCOLO PRINCIPE
 
Andai nei boschi perché desideravo vivere con saggezza, 
per affrontare solo i fatti essenziali della vita, 
e per vedere se non fossi capace di imparare 
quanto essa aveva da insegnarmi, 
e per non scoprire, in punto di morte, che non ero vissuto. 
Non volevo vivere quella che non era una vita, 
a meno che non fosse assolutamente necessario. 
Volevo vivere profondamente, 
e succhiare tutto il midollo di essa, 
vivere da gagliardo spartano, tanto da distruggere 
tutto ciò che non fosse vita, falciare ampio e raso terra 
e mettere poi la vita in un angolo, 
ridotta ai suoi termini più semplici; 
se si fosse rivelata meschina, 
volevo trarne tutta la genuina meschinità 
e mostrarne al mondo la bassezza; 
se invece fosse apparsa sublime, 
volevo conoscerla con l'esperienza...

Henry David Thoreau, Walden, or Life in the Woods
 

mercoledì 9 febbraio 2011

Crebbi esuberante nel corpo
ma teso e impetuoso nella mente.
La mia mente voleva qualcosa di più, qualcosa di tangibile. Cercava la realtà intensamente,
sempre come se non fosse presente.

John Menlove Edwards.  Letter from a man