venerdì 4 marzo 2011

Gli animali ci hanno sempre affascinati e impressionati, 
hanno com-mosso la nostra mente 
a partire dalle sue prime fasi evolutive. 
Anche se altre manifestazioni naturali ci hanno grandemente impressionati, le foreste tenebrose, le tempeste violente 
e i fiumi gonfiati dalle acque in piena, 
gli animali ci hanno colpiti in un modo 
che era precluso al resto della natura. 
Essi, come noi, si muovono liberamente 
e chiaramente assomigliano a noi più degli alberi, 
dei fiumi e di altri aspetti della natura.
 In quanto parzialmente simili a noi 
e allo stesso tempo parzialmente diversi, 
gli animali ci hanno indotto a fare dei paragoni, 
a sviluppare delle categorie e a trarre delle conclusioni. 
Ci hanno indotti a pensare, hanno sviluppato e plasmato 
la nostra intelligenza. In altri termini, erano la causa 
di considerazioni più profonde sul mondo, 
di pensieri del tipo "Chi sono loro?" e "Chi siamo noi?
e degli altri perché dell'esistenza. 
Erano indubbiamente cibo per pensare; 
offrivano alla nostra mente un costante e stimolante
 banchetto di meraviglie ed enigmi.
La domesticazione animale 
ha rappresentato la bancarotta spirituale, 
se non la miseria assoluta, per la cultura occidentale.

Un mondo sbagliato, Jim Mason
(Foto: Pittura rupestre. Altamira, Spagna)

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